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La scuola e l'amore per la lettura

Ultimo intervento 05-02-2010, 11.14 di moscabianca. 13 repliche.
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  •  16-12-2009, 11.45 180712

    La scuola e l'amore per la lettura

    Credo che la scuola possa svolgere un ruolo importante nel far nascere l'amore e l'abitudine alla lettura. Rousseau stesso diceva che il problema proritario del pedagogista era quello di far nascere l’amore della lettura.

    Lo scrittore di storie per l'infanzia Michael Morpurgo, su un articolo di Repubblica afferma che "l'insegnamento scolastico è almeno in parte responsabile del declino della lettura fra i giovani. La scuola dà a molti scolari l'impressione che la letteratura non faccia per loro, bensì sia un mondo riservato a una dotta casta di letterati, e il motivo è che leggere viene separato dal gusto del narrare. Molti bambini in cui si era acceso l'amore per i libri, sentendoli leggere dalla mamma o dal papà prima di addormentarsi, lo perdono rapidamente sui banchi di scuola, dove leggere non è più un piacere, ma un dovere. Per innamorarsi della letteratura servono storie affascinanti, e non sempre la scuola è capace di fornirle".

    Mi piacerebbe che su questo forum si sviluppasse una discussione su questo tema. E mi piacerebbe leggervi esperienze di insegnanti, genitori o ricordi di adulti.


    Admin - Alessandra - redazione bimbi.it
  •  04-01-2010, 16.24 180714 in risposta a 180712

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Concordo sul fatto che spesso la scuola faccia perdere la voglia di leggere. L'ho vissuto direttamente con la mia prima figlia, che oggi frequenta il liceo scientifico. Però dipende, come spesso succede, dalle insegnanti. Quelle di mio figlio piccolo, che frequenta la seconda elementare, hanno un approccio alla lettura tale da creare curiosità, fascino, fantasia. Cose che in molti bambini, tra i quali mio figlio, ha suscitato almeno un interesse, se non una vera e propria passione. Hanno creato una loro biblioteca di classe che viene alimentata periodicamente con i libri che sono stati regalati loro da genitori e nonni e che non tengono più in casa per mancanza di spazio o perché li hanno già letti. Un modo coinvolgente che mi sembra stia dando risultati. 
  •  04-01-2010, 22.19 180715 in risposta a 180714

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Mi sembra interessante questa esperienza che segnala Claudio. Magari può giocare una maggior predisposizione alla lettura da parte del figlio più piccolo, ma è innegabile che un approccio capace di creare curiosità riesca a coinvolgere maggiormente. Buona l'idea della biblioteca in classe: dimostra che quelle insegnanti hanno loro stesse un approccio creativo e fantasioso, più ancora che didattico, con il libro. Lo avranno trasmettesso sicuramente ai bambini. Se volessero raccontare la loro esperienza saremmo lieti di leggerla.


    Admin - Giampiero - Redazione bimbi.it
  •  07-01-2010, 9.50 180716 in risposta a 180715

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    La mia impressione è che le insegnanti delle scuola elementare siano molto attive nei confronti della lettura. Infatti tutti gli studi confermano che i bambini leggono, anche molto più degli adulti!
    I problemi sorgono tra le medie e le superiori, quando c'è un crollo di lettori anche perché gli insegnanti si concentrano su altro...
    Io ho sempre letto tantissimo, ma ricordo che la mia insegnante di italiano al liceo ci imponeva dei libri francamente orrendi. Quei miei compagni che già di loro leggevano poco, non erano certo invogliati a farlo! Non dico che le insegnanti dovrebbero consigliare Bukowski, ma insomma nemmeno Padre Padrone di Gavino Ledda!!

    Admin - Gioia - redazione Bimbi.it
  •  11-01-2010, 10.03 180722 in risposta a 180712

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    COME STUDIARE LA STORIA SENZA ROMPERSI LE SCATOLE


    Cara Alessandra,

    mi chiamo Janna Carioli e sono una scrittrice di libri per ragazzi. Su cosa fare per far amare i libri ai ragazzi non ho ricette, ma ho un piccolo suggerimento che deriva da una esperienza diretta.

    Da piccola non amavo la storia. Quella lista di nomi e di date le trovavo noiose, inutili e difficili da ricordare. Mi piacevano però gli aneddoti: Muzio Scevola che si arrostiva la mano, Orazio Coclite che faceva superman sul Ponte Sublicio… insomma,detestavo la storia ma mi piacevano “le storie”.

    Anni dopo, da scrittrice di libri per ragazzi, ho cominciato a capire come può essere bello e utile  raccontare la storia attraverso i romanzi. Scrivendo un libro su Leonardo da Vinci, mi sono resa conto che da ragazzino non avrebbe mai potuto mangiare la pizza… semplicemente perché nel 1464, quando aveva 12 anni, l’America non era ancora stata “scoperta” e i pomodori non erano ancora stati importati in Europa. Scrivendo un altro libro su Carlo Magno, ho scoperto che nel 778 l’imperatore parlava correntemente diverse lingue, fra cui greco e latino  e dunque era un  buon poliglotta, ma non sapeva scrivere!  E ancora, sempre cercando notizie per i miei libri, ho trovato che Annibale (il generale cartaginese  che traversò le Alpi con gli elefanti) di  soprannome si chiamava Barak (come Barak Obama)  che in punico voleva dire “fulmine”. La traduzione sui libri italiani di storia è diventata Annibale Barca, molto meno evocativa! 

    Insomma, scrivendo libri su personaggi storici, mi sono appassionata alla storia. Ma per farlo ho dovuto, appunto, passare attraverso  le storie della gente: capire il loro tempo, sapere cosa mangiavano, se avevano i vetri alle finestre, se portavano le mutande, con quali mezzi viaggiavano… 

    Incontrando in seguito tanti ragazzi che avevano letto i miei libri, mi sono resa conto che  il lavoro di contestualizzazione storica di un romanzo è utile e piacevole per i bambini e apre loro porte e curiosità. Si sbellicano dalle risa quando leggo loro un pezzetto  Del Codice Romanoff in cui Leonardo  annotava le cattive maniere degli Sforza durante i banchetti:

    - Nessun ospite dovrebbe prendere il cibo dal tavolo per nasconderselo in borsa o negli stivali, e mangiarselo poi

    - Nessun ospite dovrebbe dare morsi alla frutta e poi rimetterla mangiucchiata nella fruttiera

    - Nessun ospite dovrebbe sputare davanti a sé…  e nemmeno accanto a sé

    - Nessun ospite dovrebbe pizzicare o leccare il vicino … ecc.

     Insomma, per non dilungarmi ancora, credo che per i ragazzi,  trovare fra le tante letture, anche  bei romanzi  che parlano di personaggi del passato, con una buona ambientazione, (trasmessa fra le righe, in modo non pedante), sia un ottimo modo per fare la pace con la storia e le sue date.

    Ciao

  •  19-01-2010, 15.28 180726 in risposta a 180722

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Molto dipende dalle insegnanti e dagli stimoli che le stesse/i hanno. I bambini sono come delle spugne e assorbono quello che gli adulti trasmettono: se sono stimolati nel modo giusto ad essere curiosi poi lo diventano anche loro, ma se poi a casa passano ore davanti alla tv tutto il lavoro si perderebbe ugalmente. Non sapevo che Carlo Magno non sapesse scrivere e che allo stesso tempo fosse un poliglotta, ciao a tutti
    Moscabianca

  •  21-01-2010, 9.52 180728 in risposta a 180726

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    In effetti credo che il punto importante sia COME si insegna. Qualsiasi materia è noiosa se affrontata in modo noioso. Janna ha dimostrato come anche la storia possa essere divertente. Lo stesso vale per la lettura, guardare un cartone animato è certamente meno impegnativo, ma se si riesce a trasmettere l'amore per i libri e il fatto che leggere possa essere divertente e stimolante allora molti bambini potrebbero scegliere ugualmente la lettura invece che la televisione.
  •  22-01-2010, 20.00 180736 in risposta a 180712

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Io non mi ricordo se e come le mie insegnanti hanno fatto crescere l'amore per la lettura. So che una in particolare ci ha fatto sempre amare le storie: tutto con lei (i numeri, le nostre famiglie, il nostro quartiere) diventava una storia affascinante da raccontare. Credo che sia necessario stimolare la curiosità innata dei bambini e insegnare loro la bellezza della scoperta che dovrebbe accompagnarli per tutta la vita.
  •  26-01-2010, 15.03 180748 in risposta a 180736

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Io credo che un aiuto molto valido per le maestre siano le biblioteche scolastiche, che devono però essere gestite da insegnanti competenti e stimolanti per i bambini.
    Admin - Gioia - redazione Bimbi.it
  •  26-01-2010, 23.08 180750 in risposta a 180748

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Credo anch'io che il ruolo delle insegnanti sia importante. Attraverso i libri e le loro storie del resto ci si può avvicinare un po' a tutte le materie: l'arte, la storia, la geografia. E perfino la matematica. Inoltre i libri possono essere un valido aiuto all'integrazione e alla multiculturalità.
    Admin - Alessandra - redazione bimbi.it
  •  29-01-2010, 16.16 180756 in risposta a 180750

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Si è vero, la scuola è importante però non si può lasciare tutto sulle spalle delle maestre...
    Le abitudini acquisite a casa (tipo leggere con i genitori o prima di dormire invece che guardare la tv) sono molto importanti, secondo me.
    Per fortuna di maestre brave ce ne sono tante...
    Ginag
  •  31-01-2010, 14.56 180758 in risposta a 180756

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    A proposito di insegnanti, scuola e buone pratiche vi segnalo il network "La scuola che funziona" dove insegnanti e non solo si confrontano su temi critici e condividono esperienze di miglioramento dell'insegnamento e dell'apprendimento.
    Admin - Alessandra - redazione bimbi.it
  •  04-02-2010, 13.18 180771 in risposta a 180758

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    ho letto proprio oggi questo interessante articolo online su Il Resto del Carlino. Offre spunti interessanti per la nostra riflessione.

    Ravenna, 4 febbraio 2010 - Alcuni sostengono che gli adolescenti siano poco appassionati alla lettura; secondo Letizia Tarantello, direttrice della biblioteca centrale ragazzi di Roma, gli adolescenti leggono molto meno dei bambini della scuola primaria.

    La Tarantello afferma che la fascia di pubblico compresa tra i 12 e i 18 anni sia la più problematica per le biblioteche: molti abbandonano la lettura volontaria in questa fase. In generale comunque, spiega la direttrice, è difficile generalizzare: ci sono ragazzi interessati alla lettura, mentre altri non frequentano biblioteche e non amano leggere; a suo avviso all’età di 11 o 12 anni possono corrispondere richieste di lettura molto diverse, a volte derivanti dalla scuola oppure da curiosità e domande personali. Gli adolescenti leggono se sono motivati a farlo, così come sono motivati a divertirsi o a fare sport; si tratta quindi d’ intercettare i loro interessi.


    Per invogliare gli alunni la nostra scuola ha creato una biblioteca in cui si possono prendere in prestito libri di diversi generi: horror, fantasy, gialli, fumetti. La biblioteca è un’aula accogliente, con scaffali divisi in vari settori.
    Occupandoci della sistemazione dei volumi, abbiamo deciso di prendere in esame l’elenco dei testi chiesti in prestito dagli alunni nei primi due mesi dell’anno scolastico. Il divario tra il numero di prestiti richiesti dalle classi prime e dalle classi terze è impressionante:105 a 0.

    Questo dato sembra confermare pienamente la tesi della direttrice della biblioteca di Roma. Abbiamo allora preparato un piccolo questionario ed è emerso che tanti studenti leggono poco o non leggono nulla. Ecco le risposte alla domanda ‘Ti piace leggere?’: Sì (40,26 %, no (38, 93%), poco (20,79%). Molte volte i ragazzi non leggono per non sentirsi diversi dagli altri e per non essere esclusi: «Se i miei amici non leggono, anch’io non devo leggere, non voglio essere deriso ed essere considerato un ‘secchione’». Tra i generi il più gettonato è quello dei racconti illustrati o brevi.


    Quanti sono i ragazzi che in biblioteca leggono libri con più di 100 pagine? Pochissimi. I racconti vengono scelti perché richiedono un impegno minore rispetto a testi più lunghi; per questo motivo la scelta degli alunni che frequentano la classe prima è comprensibile, ma quella degli studenti di seconda non lo è per niente.

    Perché preferiscono libri brevi?
    Forse perché non possiedono la volontà di concentrarsi su un testo più impegnativo. Abbiamo però notato che i ragazzi sono stati molto coinvolti dalla lettura dell’insegnante durante le ore scolastiche: si sono accorti che la lettura può essere un’esperienza molto interessante.
    Attraverso i libri si può crescere e maturare, viaggiare con la mente, fare esperienze, imparare cose nuove, ma forse i ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati dagli adulti, genitori e insegnanti, in questo percorso di avvicinamento alla lettura.
     

    di Francesca Asturi, Sara Lapolla, Lorenzo Fabbretti, Matteo Bianchi


    Admin - Alessandra - redazione bimbi.it
  •  05-02-2010, 11.14 180773 in risposta a 180771

    Re: La scuola e l'amore per la lettura

    Non sottovaluterei il problema della scarsa volontà di concentrazione.
    Saluti

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