COME STUDIARE LA STORIA SENZA ROMPERSI LE SCATOLE
Cara Alessandra,
mi chiamo Janna Carioli e sono una scrittrice di libri per ragazzi. Su cosa fare per far amare i libri ai ragazzi non ho ricette, ma ho un piccolo suggerimento che deriva da una esperienza diretta.
Da piccola non amavo la storia. Quella lista di nomi e di date le trovavo noiose, inutili e difficili da ricordare. Mi piacevano però gli aneddoti: Muzio Scevola che si arrostiva la mano, Orazio Coclite che faceva superman sul Ponte Sublicio… insomma,detestavo la storia ma mi piacevano “le storie”.
Anni dopo, da scrittrice di libri per ragazzi, ho cominciato a capire come può essere bello e utile raccontare la storia attraverso i romanzi. Scrivendo un libro su Leonardo da Vinci, mi sono resa conto che da ragazzino non avrebbe mai potuto mangiare la pizza… semplicemente perché nel 1464, quando aveva 12 anni, l’America non era ancora stata “scoperta” e i pomodori non erano ancora stati importati in Europa. Scrivendo un altro libro su Carlo Magno, ho scoperto che nel 778 l’imperatore parlava correntemente diverse lingue, fra cui greco e latino e dunque era un buon poliglotta, ma non sapeva scrivere! E ancora, sempre cercando notizie per i miei libri, ho trovato che Annibale (il generale cartaginese che traversò le Alpi con gli elefanti) di soprannome si chiamava Barak (come Barak Obama) che in punico voleva dire “fulmine”. La traduzione sui libri italiani di storia è diventata Annibale Barca, molto meno evocativa!
Insomma, scrivendo libri su personaggi storici, mi sono appassionata alla storia. Ma per farlo ho dovuto, appunto, passare attraverso le storie della gente: capire il loro tempo, sapere cosa mangiavano, se avevano i vetri alle finestre, se portavano le mutande, con quali mezzi viaggiavano…
Incontrando in seguito tanti ragazzi che avevano letto i miei libri, mi sono resa conto che il lavoro di contestualizzazione storica di un romanzo è utile e piacevole per i bambini e apre loro porte e curiosità. Si sbellicano dalle risa quando leggo loro un pezzetto Del Codice Romanoff in cui Leonardo annotava le cattive maniere degli Sforza durante i banchetti:
- Nessun ospite dovrebbe prendere il cibo dal tavolo per nasconderselo in borsa o negli stivali, e mangiarselo poi
- Nessun ospite dovrebbe dare morsi alla frutta e poi rimetterla mangiucchiata nella fruttiera
- Nessun ospite dovrebbe sputare davanti a sé… e nemmeno accanto a sé
- Nessun ospite dovrebbe pizzicare o leccare il vicino … ecc.
Insomma, per non dilungarmi ancora, credo che per i ragazzi, trovare fra le tante letture, anche bei romanzi che parlano di personaggi del passato, con una buona ambientazione, (trasmessa fra le righe, in modo non pedante), sia un ottimo modo per fare la pace con la storia e le sue date.
Ciao