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Rabbia e aggressivita': perche'?

23 set 2005
 
Questa prima parte vuole andare ad approfondire il tema di rabbia e aggressività nei nostri bambini: intanto si può fare una distinzione nei termini, la rabbia è una emozione temporanea collegata ad una situazione frustrante, l’aggressività è azione, talvolta abituale, quindi non momentanea, contro oggetti o persone.

a cura della d.ssa Elena Rovagnati


Una notizia tranquillizzante: i bambini in età prescolare hanno atteggiamenti aggressivi almeno in metà delle loro interazioni. Perché lo sono così tanto? A questa età, la maggioranza dei conflitti riguarda i giocattoli. Agli adulti questo sembra un litigio, per i bambini è socializzare nella sua forma più primitiva. All’età di 3 e mezzo l’aggressività diminuisce considerevolmente, sia grazie all’intervento della guida adulta, sia in corrispondenza della maggiore capacità verbale. Se un bambino è aggressivo fisicamente dopo i 4 anni, si può predire che il livello di aggressività è stabilizzato e continuerà. Non è detto che tale bimbo aggressivo provenga necessariamente da una famiglia che lo maltratta, può anche essere semplicemente che desidera più amore, o più protezione, e l’aggressività è il suo unico modo “distorto” di chiederlo (direttamente o indirettamente) ai suoi genitori. Talvolta il comportamento aggressivo non si manifesta se non è risvegliato da un ambiente opprimente: disorganizzazione, affollamento, tensioni nel vicinato o comunque una qualsiasi situazione vissuta come minacciosa.

Si osserva comunque che alcuni bimbi sono più aggressivi di altri; può darsi che questi bimbi più aggressivi abbiano un modo diverso di leggere la realtà rispetto agli altri, ad esempio Samuele gioca con le costruzioni, si avvicina un bimbo per giocare con lui ma Samuele lo percepisce come ostile ed intrusivo e dunque reagisce proteggendo il suo territorio e picchiando l’altro.

Se tuo figlio è attaccato da un altro, è importante capire che rispondere con aggressività peggiora la situazione. Purtroppo è nella cultura generale il pensiero del tipo “occhio per occhio”. I bambini hanno bisogno di una disciplina consistente, insieme all’apprendere come risolvere i problemi in maniera empatica, per superare le loro modalità aggressive. Che altre soluzioni si possono trovare per essere rispettati? Allontanarsi preventivamente dal violento è così disdicevole?

La rabbia
Gestire la rabbia dei bambini può mettere davvero alla prova l’adulto. Uno dei maggiori problemi nel gestirla sono gli stessi sentimenti rabbiosi che suscita in noi: è possibile infatti che noi stessi potremmo aver ricevuto una educazione monca rispetto al sentimento della rabbia, spesso cioè abbiamo imparato a reprimerla, a negarla, invece che riconoscerla, accettarla come un fatto della vita e gestirla correttamente. Siamo stati indotti a pensare che essere arrabbiati era essere cattivi, e spesso ci hanno fatto sentire in colpa per aver espresso la nostra rabbia.

Il nostro scopo non è reprimere o distruggere sentimenti di rabbia nei nostri figli o in noi stessi, piuttosto è accettarli e aiutare a canalizzarli e dirigerli verso modalità e finalità non lesive di noi stessi o di altri, magari modalità e finalità addirittura costruttive. Genitori ed insegnanti devono permettere ai bambini di sentire tutti i propri sentimenti. Il compito dell’adulto è mostrare modalità accettabili di espressione di tali sentimenti, trattandoli con rispetto (non spaventarsi dell’intensità).

Possibili cause dello scoppio di rabbia:


la rabbia può essere una difesa per evitare sentimenti dolorosi
può essere associata col fallimento
bassa autostima
sentimenti di solitudine
ansia rispetto situazioni su cui non si ha controllo
sentimenti di costrizione, limitazione, impotenza
tristezza e depressione (nell’infanzia, rabbia e tristezza sono molto vicine tra loro ed è importante ricordare che molto di ciò che un adulto sperimenta come tristezza è espresso dal bambino come rabbia)


Prossimamente: Rabbia e aggressivita', quali scelte educative?

17/12/2001

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