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"Meno oggetti e più rispetto". Intervista a Giorgia Cozza, autrice di "Bebè a costo zero"

14 set 2008
 

Dalla prefazione di Bebè a costo zero (Il leone verde edizioni):
"L'arrivo del primo figlio comporta in media una diminuzione del reddito a disposizione della famiglia tra il 18% e il 45% e una spesa aggiuntiva tra i 500 e gli 800 euro mensili". Eppure l'autrice Giorgia Cozza dimostra nel suo libro che gran parte degli acquisti fatti per i propri figli sono inutili, o quanto meno si può spendere molto poco e non far mancare loro nulla. Il testo è un susseguirsi di utili consigli e suggerimenti alle neo mamme. Perché, come sottoliena l'autrice nell'intervista realizzata da bimbi.it, "tutto è diventato così costoso e complicato", eppure basterebbe fidarsi un po' di più del proprio istinto e un po' meno dalle pubblicità, per evitare acquisti e sprechi inutili.


Dalle visite in gravidanza ai giochi per i bambini, dal girello ai vestitini… Nel suo libro prende in considerazione tutti gli aspetti dalla gestazione ai primi anni di vita dei bambini e sembra che in realtà non ci sia bisogno di (quasi) nulla. Ma è proprio così?
Può sembrare strano e sicuramente sarebbe sembrato strano anche a me, se me l’avessero detto nove anni fa, quando ero in attesa del mio primo figlio. Eppure, oggi mi sento di affermare che – secondo me – sì, è proprio così. E lo dico in base all’esperienza personale di mamma che ha comprato davvero molti gadget scoprendo poi che si trattava di acquisti superflui, e in base alle letture, gli approfondimenti e il confronto con altre mamme che hanno caratterizzato questi ultimi anni della mia vita, per lavoro e per passione. Per questo nel testo ho citato articoli, libri e siti dove si affrontano le tematiche trattate in “Bebé a costo zero”: credo sia importante che ogni futuro o neo genitore possa approfondire l’argomento e farsi un’opinione personale per compiere scelte ragionate e consapevoli.

Nel suo libro ripete più volte che per le prime settimane di vita l’unica cosa di cui il bambino ha bisogno è l’amore materno. Ma se non ha bisogno di niente altro zii, nonni, amici e parenti come possono dimostrare il proprio amore? Ovvero quali sono quei regali veramente utili per mamma e bambino?
Le prime settimane successive alla nascita sono molto particolari per la neomamma. La stanchezza, il particolare assetto ormonale del dopo parto, le incertezze e i dubbi relativi alla cura del bimbo e, magari, alla gestione dell’allattamento, fanno del puerperio un periodo delicato. In questo contesto il ruolo di parenti e amici può rivelarsi particolarmente prezioso: sono loro infatti che, insieme al neopapà, possono offrire alla mamma l’incoraggiamento e il supporto pratico di cui ha bisogno. Una nonna che provvede alle faccende domestiche mentre la neomamma allatta o si riposa con il suo cucciolo, un’amica che si presenta con un piatto di minestrone fumante o una porzione di arrosto, una zia che culla il nipotino nel tempo in cui la mamma si fa un bagno caldo o riposa per un’oretta o, ancora, che esce a fare la spesa e rifornisce la dispensa… Ecco tante idee regalo per mamma e bambino. Regali veramente utili! E non dimentichiamo un ultimo dono prezioso: fare i complimenti alla neomamma sottolineando quanto è brava a fare la mamma, come ci sa fare come il suo piccino! La sollecitudine affettuosa di parenti e amici, le loro manifestazioni di stima, il loro affetto, sono doni senza prezzo: mamma e bimbo non meritano di meno!

Quello che mi sembra interessante nel suo testo sono i tanti riferimenti per permettere alle madri di informarsi meglio, anche grazie a internet. Dalla comunità famigliare di un tempo, in cui si viveva tutti insieme e la mamma non si sentiva certo sola e insicura, sembra quasi che si sia arrivati alle comunità virtuali, dove ci si aiuta scambiandosi pareri e consigli via internet. Lei cosa ne pensa?

Dico la verità, all’inizio ero un po’ diffidente. All’inizio significa nove anni fa, quando in occasione della nascita di Mattia facevo la scoperta di mailing-list e forum dedicati alla gravidanza e alla maternità. Allora avevo l’impressione che i rapporti virtuali fossero un po’… come dire, alienanti. E temevo portassero via spazio alle amicizie in carne ed ossa. In realtà, poi, mi sono resa conto che una neomamma spesso è sola, il marito torna al lavoro e lei trascorre molto tempo in casa, non sempre c’è una famiglia vicina, a disposizione, e non sempre è facile trovare occasioni di incontro con altre madri. E i dubbi sono tanti, soprattutto nelle prime settimane successive alla nascita… In questo contesto, credo sia innegabile l’utilità delle comunità virtuali. Conosco molte mamme, ad esempio, che hanno ‘salvato’ il loro allattamento grazie ai suggerimenti e all’incoraggiamento ricevuti nella mailing list del sito www.allattiamo.it, a cui sono molto affezionata. Una comunità virtuale può offrire spunti e stimoli per informarsi ed approfondire, mettersi in discussione, confrontarsi con altri genitori e, forse, anche per vincere la solitudine. Naturalmente si tratta di realtà che non possono sostituire i rapporti ‘diretti’, lo scambio di battute con la mamma incontrata ai giardinetti, le rassicurazioni dell’ostetrica del consultorio, le amicizie che nascono in occasione degli incontri organizzati dai gruppi di auto-aiuto sempre più numerosi in varie città italiane.

Proprio a causa dell’isolamento di cui si parlava, non è facile per una madre non “cedere” ai consigli di pubblicità e commesse dei negozi (secondo i quali ovviamente sono assolutamente necessari mille oggetti differenti). Io credo che una madre sia talmente preoccupata di sbagliare e non dare tutto il necessario al proprio figlio che preferisce riempirlo di oggetti in fin dei conti anche inutili e comprare omogeneizzati o pappette prefatte piuttosto che cucinarle lei stessa. Come si esce da questo sistema di cose?

Comprare è relativamente facile e immediato. E il desiderio di assicurare tutto il meglio ai nostri figli è umano e comprensibilissimo. Per salvarsi dal vortice degli acquisti inutili, immagino sia necessario rendersi conto che quel meglio che desideriamo per i nostri piccoli non si compra in un negozio e non si valuta in base all’etichetta del prezzo. Quel meglio siamo noi. Mamme e papà che vogliono tanto bene ai propri cuccioli e sono pronti a colmarli d’amore. D’amore… non di cose. Il meglio, a costo zero. Non è una bella notizia?

Sviluppo del bambino: meno oggetti e più rispetto!” Mi sembra che questo titoletto relativo all’opinione della pedagogista Grazia Honegger Fresco, riportato alla conclusione del suo lavoro, sia la sintesi di tutto il libro. E così?

Sicuramente. Forse, negli ultimi anni, si sono un po’ perse di vista le priorità. E tutto è diventato così costoso e complicato. Sembra quasi che le esigenze dei bambini si siano moltiplicate a dismisura e così gli accessori destinati a soddisfare queste esigenze e così, di conseguenza, le spese e l’ansia dei genitori preoccupati di procurarsi gli innumerevoli gadget presenti sul mercato. Invece basterebbe così poco… Basterebbe fidarsi un po’ di più del proprio istinto, della natura, del proprio bambino. Davvero, lasciamoci guidare dai nostri bambini: ci aiuteranno loro a capire. E sarà tutto più semplice.


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