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L'Incantesimo Harry Potter

17 lug 2006
 

Per tutti i veri appassionati di Harry Potter, ma anche per mamme e papà che vogliono saperne di più sulla passione del loro bambino  arriva in libreria L'Incantesimo Harry Potter, "viaggio entusiasmante fra i segreti, i retroscena e le curiosità del più famoso mago di tutti i tempi" (edizioni Delos Book). Bimbi.it ha intervistato l'autrice Marina Lenti. 

Come mai ha deciso di scrivere questo libro?
Da qualche anno mi occupavo ‘professionalmente’, anche se gratuitamente, di Harry Potter per il portale Supereva, di cui curo la Guida dedicata al maghetto, e  per la testata Fantasy Magazine. Così quando la Delos, che è anche l’editore di quest’ultima, ha deciso di mettere in cantiere un’opera dedicata a Harry Potter per la sua collana di saggistica sul fantastico, ha pensato di chiedermi se ero interessata. La sfida mi piaceva e così ho accettato. Io mi sono divertita a scriverlo, spero sia altrettanto divertente per chi lo legge.

Il suo saggio a chi è indirizzato? Fans appassionati, o genitori curiosi di comprendere meglio un fenomeno che tanto appassiona i loro figli?
Spero sia un saggio per tutti: io l’ho concepito e scritto pensando a ragazzi e adulti, ad appassionati dello ‘zoccolo duro’ e a semplici persone interessate a capire un po’ di più sul fenomeno. Conosco già casi di madri e figli che se lo sono passato di mano… Finora, fortunatamente, con soddisfazione reciproca. Una grande soddisfazione me l’ha data anche una signora, appassionata della saga, che ha scritto alla casa editrice dicendo di aver apprezzato il saggio e specificando la sua età: 73 anni.

Gli appassionati di Harry Potter troveranno informazioni è curiosità che ancora non conoscevano?
Direi di sì. Anzitutto perché chi conosce già certi temi li ritroverà comunque in maniera più approfondita e coordinata, oppure esaminati secondo un’angolazione insolita: ad esempio, ho provato a ‘leggere’ il Torneo Tremaghi in chiave simbolica e (ma niente paura, nulla di inintelleggibile o di riservato esclusivamente a dotti iniziati); oppure, ho provato a esaminare l’architettura secondo cui è stata concepita questa fiaba, andandone a vedere gli ingredienti che la Rowling ha miscelato e cercando di capire perché la ‘mistura’ pare funzionare così bene. Oppure ancora, ho cercato di tracciare un profilo ‘criminologico’ di Voldemort… Altre volte, invece, ho esplorato campi che non ho visto esplorati da nessuna parte: ad esempio, le vicende legali che ha attraversato la saga durante questi anni; oppure l’analisi linguistica di nomi di luoghi  e personaggi.

Non ha trovato scetticismo verso un saggio che tratta di un libro per ragazzi?
Si, confesso che è molto difficile scalfire lo scetticismo che si è instaurato nel panorama italiano: da un lato, la saggistica non è un genere molto popolare, specialmente fra i ragazzi, e alcuni sembrano pensare che scrivere un libro su un altro libro sia inutile  (con buona pace di tutto il filone critico letterario) quando non addirittura, come in questo caso, sacrilego (un modo per vendere tante copie quanto i romanzi, il che la dice lunga sull'ingenuità di questa fetta di pubblico, convinto che basti questo per schizzare in cima alle classifiche); dall’altro, il fatto che esistano molte pubblicazioni che si limitano a essere un mero compendio delle materie insegnate a Hogwarts ha creato molta diffidenza verso tutte le pubblicazioni dedicate a Harry indistintamente. Quando non addirittura giudizi negativi a priori.

Provi a spiegare in due parole a un giovane lettore cos'è la saggistica.
Tantissimi giovani non riescono a capire che la saggistica è uno studio (oserei dire anche piuttosto laborioso e impegnativo) e non una semplice sintesi sul materiale di un romanzo. E  qui mi chiedo anche come mai la scuola non sia riuscita a spiegare loro nulla in merito a queste differenze. Pensandoci bene, mi piacerebbe moltissimo, ad esempio, che un insegnante decidesse di leggere questo saggio assieme alla scolaresca per poi discuterne assieme e usarlo - visto che tratta di un argomento che cattura la loro attenzione -  per far capire agli studenti questo filone. Per quanto mi riguarda è un filone che adoro semplicemente: il 90% di ciò che leggo è, appunto, saggistica.

Quali aspetti ha affrontato nella sua ricerca?
Beh, c’è un po’ di tutto: la genesi dell’idea nella mente della Rowling, il contenuto sviluppato nei libri e nei film, i punti psicologici di forza della saga, le vicende che hanno investito il fenomeno, come ad esempio le critiche religiose o, come ho già detto, le vicende giudiziarie… Si tratta di materiale piuttosto eterogeneo, che intende dare una panoramica a 360 sul mondo del piccolo mago, anche se farlo in maniera concisa non è facile e purtroppo ho avvertito spesso quanto lo spazio a mia disposizione fosse, come si suol dire, tiranno.
Ma tutte le tessere di questo mosaico non sono a sé stanti: nel saggio ho cercato di ricomporle secondo un disegno preciso, per illustrare la forza dirompente che un sogno nel cassetto può generare.

Il sogno della Rowling, in questo caso
La Rowling ha cullato per tanto tempo il miraggio di diventare scrittrice e quando ha maturato l’idea giusta, questa ha assunto quasi vita propria, frantumando ogni ostacolo dinanzi a sé, come se fosse dotata di forza magica, esattamente come gli Incantesimi che si apprendono alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Ecco il perché del titolo del libro. Quindi ho voluto raccontare anche di questa energia che, dietro le quinte, muove un fenomeno le cui proporzioni sono sotto gli occhi di tutti. Visto da questa angolazione è un processo affascinante da osservare, una sorta di ‘fiaba nella fiaba’. Ed è un ottimo incoraggiamento a non mollare mai, qualunque sia il sogno che si culla in cuore. Nella nostra epoca, così pragmatica, spesso mettiamo da parte queste fantasie liquidandole come inarrivabili, soffocando così una parte vitale della nostra personalità e bollando ogni apertura in questo senso come retorica e illusoria. Sarebbe bello invece insegnare ai bambini a non rinunciare mai a questa fetta di sé, né da piccoli né, tantomeno, da grandi, perché è da questa che nascono gli eventi più sorprendenti della vita di ciascuno di noi.

Lei ha qualche indiscrezione sul settimo e ultimo libro della serie, che si vocifera uscirà tra circa un anno?
Beh, non potendo vantare lontane parentele con la professoressa Cooman direi di no, almeno niente più di quello che la Rowling si sia fatta sfuggire in merito. Che è ben poco. Sono al corrente delle molte ‘fole’ che girano attorno a questo libro ma le tratto come tali. Nel saggio queste ultime non sono naturalmente incluse. Né mi interessava includere ipotesi personali secondo quello che io chiamo ‘Fantapotter’, perché sarebbero state solo teorie di poca utilità per il lettore. Può essere un esercizio divertente fra amici, oppure per una rubrica (ne ho giusto una sulla Guida di Supereva, con cui si cimentano alcuni lettori), ma un saggio deve contenere ben altro, a mio avviso.
L’unico barlume ‘divinatorio’ che ho azzardato nel libro è un approccio ‘scientifico’, immaginando i possibili scenari futuri in considerazione di quello che sappiamo e di quello che ci ha insegnato Joseph Campbell a proposito delle tappe del cammino eroico. Si tratta chiaramente di caute indicazioni di massima, ma credo possano fornire comunque una rudimentale bussola per addentarsi in questo territorio inesplorato.

Sul sito http://www.fantasymagazine.it/racconti/31/1, è possibile leggere tutto il primo capitolo del libro.

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