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25 mag 2009 Nella motivazione data per la vittoria del Premio Andersen a Il ventre della Cosa, questo albo illustrato edito da Kite Edizioni, viene definito "insolito e beffardo". La storia, scritta da Hubert Ben Kemoun, si ispira al Pinocchio nel ventre della balena di Collodi o almeno prende le mosse da una situazione simile per evolversi in modo decisamente diverso. La Cosa gigantesca inghiotte in un sol boccone una nave e sopravvivono solo 26 bambini spauriti e ormai prigionieri nel suo ventre. Ma tutto sommato se si supera il ribrezzo per l’odore nauseabondo e per il gusto dei pesci non è così male… Passano i giorni, forse mesi o anni: come fare a capirlo in un luogo dove non c’è mai la luce del sole? Mano a mano i bambini decidono di organizzarsi, d’un tratto non sono più così piccoli, ma iniziano ad essere dei ragazzi e si costruiscono capanne tutte per sé… fino a realizzare un’intera città con case, strade, fabbriche e scuole. Un giorno i figli dei naufraghi decidono di uscire e partire per il mondo, imbarcarsi in un viaggio… dove li porterà? Le illustrazioni, semplici ma ricche di dettagli e perfette per l’umorismo decisamente insolito del testo, sono di Stéphane Girel e sono state selezionate per la Mostra internazionale dell’Illustrazione per l’infanzia 2008 di Sarmede. Il ventre della cosa è indicato per bambini dagli 8 anni in su, ha 32 pagine e costa 15 €. www.kiteedizioni.it
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