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Ciao, Bimbi.it
25/9/2012 - Non c’è stata ideologia nella scelta di non avere pubblicità in questi ultimi 720 giorni. Quasi due anni. C’è stata invece la voglia di provare a restituire la leadership al contenuto e di rimettere al centro il bambino invece del piccolo consumatore, figlio di consumatori. Qualcuno ha detto che è una scelta radicale. Radicale è il bisogno che sento di cercare altre strade, perchè altrimenti tutto, ma proprio tutto (a partire dalla scelta dei contenuti) si riduce a una rincorsa ossessiva della visibilità. Ovvio che non c’è niente di male a collaborare con le aziende, ma si può anche scegliere di non farsi colonizzare da questo pensiero unico. Vogliamo poi parlare dell’invadenza pubblicitaria nella nostra vita? Questo scientifico scandagliamento di tutti i desideri, sezionati, riprodotti in laboratorio sotto forma di stereotipi e associati a merendine o altro, è un’occupazione dell’autonomia di fantasticare che mi piacerebbe indagare anche da un punto di vista psicologico.
In effetti sì, ho un radicale bisogno di dire ai bambini che la conquista dei propri traguardi non è mai alla portata di un semplice clic. Sento il bisogno di fare in modo che abbiano più strumenti per interpretare i meccanismi evocativi di un marketing barocco. Di questo e di altro mi piacerebbe parlare insieme a chi di voi vive la stessa sensibilità. Non potrò farlo su Bimbi.it, come accade dal 1996. Qui non ci sono più le condizioni, quindi ho creato Bimbì. Con l’accento perchè l’accento resterà sui bambini, non sugli smalti per le unghie. | |
Gabrielle et Jean, Renoir, 1895 |
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| Parto più o meno da solo, sapendo che da solo non potrò fare molto e che i venti soffiano forte in un’altra direzione. Ma la mia direzione resta questa, magari altri si aggregheranno. Qualcuno l'ha gà fatto. Voglio ringraziare la proprietà di bimbi.it per lo sforzo economico che ha sostenuto negli anni scorsi. Gioia e Alessandra che hanno dato un contributo importantissimo alla crescita del sito (chissà che non ci si incontri di nuovo) Paola per l’impegno, che spero continui, nella ricerca di nuove strade, e la tantissime organizzazioni per l’infanzia, molte ormai amiche, che mi hanno accompagnato in questi anni.
Bimbi entra in stand by, il (mio) testimone passa a Bimbì. Non dimenticate l’accento: è l'unica cosa che cambia. La stessa, identica partita continua lì.
Giampiero Remondini |
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